domenica, marzo 12, 2006

LA CLASSE NON E' ACQUA



La Televisione è lo specchio della nostra società. Il reality di seconda generazione (sono considerati di prima generazione quelli che mettono al centro i sentimenti della gente comune- carràmba, c’è posta, stranamore ecc), è il nuovo genere televisivo che dal 2000 (anno di nascita di Grande fratello) ha davvero cambiato il modo di fare televisione. Troppo semplice criticare il reality o accusarlo, anche perché solitamente i primi che lo crocefiggono sono gli stessi che di notte stanno a guardarlo. Siamo diventati tutti degli spioni? Perché ci attrae così tanto? Il reality è una grande macchina, una sorta di evento televisivo che mette in marcia una sinergia particolare tra una pluralità di media. Quando inizia l’isola dei famosi o il grande fratello (i reality di maggior spicco) giornali, internet, telefonini e tv stessa concentrano tutte le loro energie in questi prodotti pubblicizzandoli a iosa e creando tutta una serie di servizi collaterali (guardarli sul cellulare per es.) facendo sì che volenti o nolenti ci tocca seguire le vicende dei “tapini” perché se non si conosce chi è Man-lo non sei “alla moda”.
Accanto all’attrattiva dell’evento in sé, abbiamo il flusso delle immagini del digitale terrestre, che consente di vedere tutto quello che accade senza alcun mediatore o filtro (perlomeno apparente): non siamo più costretti dunque a vedere solo quei dettagli che la tv ci offriva in passato, ma possiamo decidere noi cosa vedere. Infine, il coinvolgimento del pubblico da casa, che con una telefonata può decidere le sorti dei concorrenti non è una cosa da poco. E’ vero che vince la maggioranza e non necessariamente la mia di opinione, però questa quasi-interazione è stata una trovata che, seppur con limiti, ha rivoluzionato tutti i programmi (si contano sulle dita quelli che non hanno un televoto!)
Il reality ha quindi portato dal punto di vista tecnico un’ondata di grandi novità supportate dalla tecnologia., dal punto di vista dei contenuti…beh, non parleranno di Goethe o dei problemi del buco dell’ozono, ma d’altronde sono stati creati solo per dare emozioni (positive o negative che siano). Il reality tuttavia, un grande insegnamento lo dà: ci consente di mantenere sempre allenato il nostro SPIRITO CRITICO, la nostra capacità di dare un’opinione, di prender le difese e criticare, senza quindi il rischio di restare passivi come delle spugne che assorbono acqua.