martedì, novembre 15, 2005

RIFORMA MORATTI: futuro incerto (2 nov)

Lo scorso 25 ottobre, il Parlamento italiano ha approvato un disegno di legge che ha già fomentato aspre polemiche: la riforma dell’università del Ministro dell’ Istruzione Letizia Moratti.

In questi giorni, studenti, docenti universitari e rettori delle più prestigiose facoltà italiane sono scesi in piazza protestando compatti contro quello che si preannuncia essere il colpo decisivo al sistema universitario italiano, già in crisi da anni.
I punti cruciali della riforma Moratti riguardano, infatti, decisi tagli ai fondi da destinarsi agli atenei e la precarizzazione– se non l’eliminazione in toto- della figura del ricercatore universitario.
La riforma Moratti potrebbe portare allo sfascio l’università italiana in pochi anni: peggioramento dell’offerta formativa, fuga dei cervelli all’estero ed aumento vertiginoso delle tasse d’iscrizione sono solo alcuni delle possibili conseguenze del provvedimento.

Il ministro ed i suoi collaboratori si difendono dichiarando che riformare l’università è assolutamente necessario. Il vice-premier Fini ha, addirittura, definito la riforma “coraggiosa” poiché, a suo parere “favorisce la meritocrazia” ed “elimina i privilegi di cui godevano i docenti universitari”.

Insomma, come sempre il dibattito ha infiammato le tribune politiche e diviso gli italiani. Il problema, però, resta: quale sarà il futuro dell’ università italiana?